Les Clés de la Maison

Les Clés de la Maison

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son giorni che non sono niente, che guardo le cose e immagino le vite senza essere nessuna cosa, nessuna vita.
son giorni che ascolto una musica nuova, quella delle parole. me ne rimangono un sacco appiccicate addosso che non riesco ancora a mettere in ordine.
son giorni che le cose che devo fare le faccio fare all’altra me, quella che cammina, respira, parla e lavora senza chiedermi niente. io invece sono lì ad ascoltare tutte le cose che mi dici, ferma sulle virgole e sui futuri, a cercare di capire cose che non si possono capire ma solo fare.
son giorni che sento di essermi buttata ma senza arrivare da nessuna parte, come sospesa, tra la vita che so e le altre mille che sono lì (e spero che mi aspettino ancora un pochino).
come sospesa. « in apnea

(via batchiara)

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E’ onorevole disonorare impegni disonorevoli

Woopy Golberg, in un’intervista meravigliosa che faceva da prefazione ad una vecchia raccolta dei Peanuts, diceva che il fallimento è l’opinione che gli altri hanno di alcune cose che tu fai. Sinceramente sono d’accordo, anche se spesso me ne dimentico. E la cosa più folgorante è che oggi mi sono svegliato con l’idea fortissima che preferirei cento volte avere fallito nell’esercizio di qualche mia idea che avere maturato due anni di complimenti nel perseguire direzioni imposte da altri.
Ma purtroppo insomma c’è la crisi, e già avere un lavoro e maturare competenze dovrei cercare di vederlo come un risultato.

Certi giorni ce la faccio, certi altri, certe domeniche, nello specifico, no.

( http://ildessa.wordpress.com/2012/04/01/e-onorevole-disonorare-impegni-disonorevoli/ )